25 luglio 2015

Birra #22 - EBE, I Due Mastri

Nome birra: EBE
Birrificio: I Due Mastri
Tipologia: Blonde Ale
Nazione: Italia (prato)
Gradazione alcolica: 4,5 %
Tipo di fermentazione: Alta


No, questa EBE non mi ha convinto, sarà il caldo (il troppo caldo) che rende più esigenti, ma per quanto questa birra sia ben fatta sotto alcuni punti di vista, nel complesso lascia proprio a desiderare.

Il colore ci sta: un dorato scuro, quasi da Kellerbier, una schiumetta timida, ma non ce l'aspettavamo sfrontata; sul sito del birrificio vantano l'aggiunta di coriandolo e arancia amara, ebbene, al naso un pochino si sentono queste aggiunte, ma alla bevuta c'è solo una nota agrumata che non rende effettivamente più dissetante questa EBE che, pur avendo un buon equilibrio tra malti e luppoli, sembra un Pale Ale uscita un po' maluccio...

Mi sto convincendo che in Toscana le birre non le sappiano tanto fare, ma non mi stancherò mai di dare un'altra chance, a qualsiasi birra... 5.5/10
 

1 luglio 2015

Recensione birra #21 - La Ghenga

Nome birra: La Ghenga
Birrificio: L'Olmaia
Tipologia: Amber Ale
Nazione: Italia
Gradazione alcolica: 6,5 %
Tipo di fermentazione: Alta

Esame Visivo: La Ghenga è fantastica alla vista: color ambrato uniforme e abbastanza trasparente dal lasciar ben vedere le bollicine che risalgono il bicchiere e si perdono nella cremosa e persistente schiuma color nocciola. 5/5

Esame Olfattivo:  Qui la passione appena accesasi alla vista di questa rossa senese comincia a vacillare.
Non ci si aspetta granchè da questo genere di birre all'olfatto, e così è, ma senza personalità: l'aroma principale è quello di malto d'orzo, incorniciato da un timido aroma floreale di luppoli che si mescola ad un'altrettanto timida nota agrumata. 3/5

Esame Gustativo: La nostra subitanea passione è spenta, siamo costretti a concedere una leggere simpatia a questa Ghenga: la bevuta è piacevole e come l'aroma, anche il gusto è dominato dai malti che danno alla birra un corpo presente, ma sempre sfuggente, perchè ucciso sul nascere dall'erboso e lieve amarognolo dei luppoli che uccidono sul nascere la bevuta.  Voto: 2/5

Se non avesse tante concorrenti che nella stessa tipologia offrono a parità (o anche inferiorità) di prezzo una soddisfazione maggiore, La Ghenga, con il suo pregio di essere una simpaticissima birra "beverina" priva quasi di persistenza gustativa, sarebbe un'ottima scelta per le serate in cui la birra accompagna senza troppo presenza un ozio meritato.

Voto Finale: 6.5/10

Una piccola curiosità tratta dalla scritta in etichetta:
La parola "Ghenga" (e a volte, sua sorella "Ganga", meno conosciuta) viene dall'inglese... "Gang", termine inglese che sin dal 1632 significa "squada di operai" e che nel XIX secolo attraversò la Manica e poi l'Italia settentrionale, per giungere finalmente in terra di Toscana. Così viene usata fin dal 1940, quando un nuovo significato arrivò da Oltreoceano: i gangster storici d'america cambiarono il modo di intendere la Ghenga, che rischiò di diventare sinonimo di malavita organizzata. Eppure gangster esisteva in Italia sin dal secolo scorso, e fu per questo che il termine Ghenga si burlò delle maleffate e riuscì a mantenere una sua connotazione tutta toscana. Più vicina alla "combriccola" o "cricca" la Ghenga si distingue per la sua atmosfera scherzosa e canzonatoria, sempre pronta ad elaborare burle e tiri mancini.

9 giugno 2015

Recensione Birra #20 - Très Jolie

Nome birra: Très Jolie
Birrificio: Brasserie du Bocq
Tipologia:  Belgian Blonde Ale
Nazione: Belgio
Gradazione alcolica: 6,0 % 
Tipo di fermentazione: Alta


 
La Très Jolie la si può trovare tranquillamente in ipermercati e altri magazzini (però sul sito della Brasserie du Bocq non l'o trovata (?)), con quella sua etichetta pastorale è una di quelle birre che rimane alla memoria come un piacevole ed anonimo pomeriggio di un'estate passata.

A vederla è quasi la perfezione: schiuma bianca, pannosa e cremosa che muore lentamente sulle pareti interne del bicchiere; dorata/ambrata e leggermente torbida, ma non abbastanza da offuscare la vista delle  bollicine vivaci e del paesaggio oltre il bicchiere. Vista: 4/5


Un profumo senza pretese, ma perfettamente bilanciato tra i luppoli, i malti ed una cornice agrumata dovuto non so se agli esteri del lievito o ad una precisa aggiunta in fase di produzione. Olfatto: 3/5

E qui si spegne in un riposino estivo questo pomeriggio soleggiato: la bevuta è piacevole sotto tanti punti di vista, ma dopo aver gustato la leggera frizzantezza che elimina definitivamente ogni nota alcolica, il sapore intenso, ma non devastante dei malti che donano alla birra un corpo rotondo e pieno, ed il timido amaro di luppoli umili, della nostra Jolie resta un ricordo dissetante, ma già lontano. Gusto: 3/5


 La Très Jolie è una birra onesta, si lascia accostare con ogni cibo proprio per l'assenza di caratteri dominanti o particolari e la tendenza a dissetare senza pretese durante i pasti: se la trovate ad un buon prezzo, fatela vostra e poi dimenticatela.


Très Jolie: 7/10 

18 aprile 2015

Recensione birra #19 - Tripel Karmeliet, un classico

Nome birra: Tripel Karmeliet
Birrificio: Bosteels Brewery
Tipologia:  Tripel Belga 
Nazione: Belgio 
Gradazione alcolica: 8,4 % 
Tipo di fermentazione: Alta



Ho deciso che non mi dilungherò in descrizione tecniche e finezze di vario genere quando si tratta di classiconi come questi.
La Tripel Karmeliet! Un classicone dal 1996, dicevamo: il modello perfetto del suo genere, tre malti che hanno trovato la loro alchimia in questo nettare ormai cristallizzato dall'esperienza dei mastri birrai belgi che si sono ispirati alla ricetta del 1679 dei Carmelitani (ma lasciamo questa cosa nella leggenda). 
Dorata e tendenzialmente opaca, timide bollicine la separano dalla sua corona di schiuma pannosa e persistente; al naso è come te la aspetti, non esageratamente elaborata, prevale l'aroma dei malti e del luppolo con note di vaniglia e -mi è sembrato- mela, ma tutto passa in secondo piano quando la si beve e si gusta questa birra "maschia" (lo so, perdonatemi il sessismo) che non ha bisogno di grande attenzione per essere goduta, perché la gradevole frizzantezza che accompagna la bevuta e trasporta l'intenso gusto dei malti che viene spolverato da una nota acidula agrumata e ripulito da luppoli usati prevalentemente per asciugare la bocca nel modo tipicamente belga, non richiede palati allenati per essere apprezzata.
Tutti hanno detto qualcosa su questa birra, perciò, se non l'avete bevuta fatelo, che fortunatamente si trova un po' ovunque, anche alla spina.

Voto finale: 8.5/10