13 agosto 2016

Recensione Birra - Daunia, Iapigia

Nome birra: Daunia
Birrificio: Iapigia - Birrificio artigia
Tipologia: Pale Ale
Nazione: Italia (Puglia)
Gradazione alcolica: 4.8%
Tipo di fermentazione: Alta 


Continuiamo con i territori intorno al Molise, in particolare con questo birrificio foggiano che prende il nome dell'antica denomizione di quelle terre, la Japigia e con la sua Daunia, nome di una delle principali etnie Japigie che si estendevano proprio tra Molise, Puglia e Basilicata.

Ottimo l'aspetto: come potete vedere in foto la birra ha un colore oro-paglierino, delle piccolissime bollicine che formano strette colonne continue che si infrangono contro il persistente cappello di schiuma pannosa. Voto visivo 4/5

Al naso la pugliese non conquista, ma convince: prevale sicuramente l'aroma dei malti, ma ci sono dei contorni di note luppolate ed agrumate che invitano ad affondare il naso ed a lasciarlo lì, perché la persistenza è rilevante.Voto olfattivo 3/5

La bevuta mi ha sorpreso, perché inizia da una media frizzantezza che regala un appagante senso di freschezza che la rende una birra dissetante, poi arriva un delicato gusto di malti che si mescola bene con il finale altrettanto delicato di luppoli ben presente, ma non marcato come ci si aspetterebbe da una Pale Ale (e dall'aroma).  Voto gustativo 4/5

L'anonima etichetta riporta "Apulian Pale Ale", proprio in segno di orgoglio regionale, ma la birra è in effetti una Pale Ale con qualche variazione sullo stile, perché l'amaro presente non esageratamente marcato e la timida personalità la rendono un ottimo compromesso per tutti quelli che amano le birre decise, dissetanti e leggermente frizzanti, ma fanno ancora fatica ad apprezzare le extra-luppolate IPA. Voto Finale 8/10

10 agosto 2016

Recensione birra - San Rocco (Le Birre del mistero)

Nome birra: San Rocco
Birrificio: Le Birre del mistero
Tipologia: Weiss
Nazione: Italia (molise)
Gradazione alcolica: 5,3 %
Tipo di fermentazione: Alta


Era da tanto che non recensivo birre e mi sembrava giusto ricominciare da una nuova produzione dalla mia terra: la San Rocco (Rocco, un vip tra i santi in Molise) è una delle due figlie del neonato microbirrificio Le Birre del Mistero, nome dedicato alla più importante manifestazione religiosa campobassana nel giorno del Corpus Domini (I Misteri, appunto); l'altra, la sorellina, la San Michele, l'ho recensita l'anno scorso alla spina.


La birra si autoproclama Weisse, ma già dall'aspetto sorge qualche dubbio: è infatti di un giallo troppo paglierino e con una schiuma troppo sottile per il genere, di una weisse ha le bolliccine (anche quelle troppe) e la torbidezza; tolte le etichette un invitantissimo aspettoVoto visivo 4/5 

All'olfatto è un po'una delusione: sì, l'aroma tipico di banana dei lieviti da weisse c'è, ma è debole e lascia subito spazio ad un aroma di frumento con leggerissime note erbose, poi i recettori dei nostri nasi umani si abituano e tutto scompare. Voto olfattivo 2/5

Una volta assaggiata si può dire che è una piacevole birra: un corpo non invasivo, una frizzantezza presente (ve l'ho detto, non è una weiss) ma non stancante, un ottimo sapore di frumento vagamente speziato (non so dirvi di cosa, sono arrugginito) ed una leggera onda di luppoli che pulisce la bevuta, ma forse stona un poco con l'insieme, tanto che sulle ultime sorsate ha cominciato quasi ad infastidire. Voto gustativo 3/5

La San Rocco è una birra che deve maturare, ha bisogno di qualche aggiustamento che le permettano di superare questa crisi di identità che la attanaglia tra una blanche ed una weisse, per il resto la bionda si beve con gioia : lasciamo speranza a questo nuovo prodotto di un Molise che sta attraversando un ottimo momento di passione per la birra artigianale. Voto finale 7/10

10 aprile 2016

Birra - Headwaters Pale Ale

Nome birra: Headwaters Pale Ale
Birrificio: Victory
Tipologia:  Pale Ale
Nazione: USA
Gradazione alcolica: 5.2% 
Tipo di fermentazione: Alta



Non perderò molto tempo con questa birra.
Questa Pale Ale da Parkesburg (?) è fatta bene, si beve piacevolmente, ma per essere (i) una Pale Ale (ii) Americana, ha una luppolatura non troppo sapiente: forse è una scelta precisa per accaparrarsi tutta quella fetta di bevitori che vorrebbe provare una Pale Ale ma a quegli aromi e a quel'amaro non è troppo abituata o forse no, sta di fatto che tolta un'ottima presentazione data da un color arancio torbido ed una schiuma cremosa, persistente e candida contro cui si scontra anche qualche bollicina, all'olfatto è debole, con timide note erbose e proprio a sforzarsi un profumino ("-ino" perché è proprio impercettibile e non il contrario) di agrumi;anche nel gusto è debole: è poco amara ed il sapore dei luppoli non è ben chiaro (per chiaro intendo che se ne dissolve troppo presto la presenza), anche se ha un corpo pieno e molto "maltoso" ed una capacità dissetante che ne salva in extremis il prodotto.

Voto finale.: 6.5

20 marzo 2016

Birra - Sierra Nevada Pale Ale

Nome birra: Sierra Nevada Pale Ale
Birrificio: Sierra Nevada
Tipologia:  Pale Ale
Nazione: USA
Gradazione alcolica: 5.6% 
Tipo di fermentazione: Alta



E' domenica mattina, quasi ora di pranzo ed i colpi alcolici del giorno prima, per quanto non devastanti, sono ancora perfettamente percepibili: un essere umano che ama la birra ha una sola soluzione... il rabbocchino.
   Spinto da un'insaziabile voglia di birra, mi è bastata la preveggenza e nessuna preghiera: in frigo era miracolosamente presente una Sierra Nevada Pale Ale, comprata diversi giorni prima ed abbandonata in attesa di tempi migliori; con la sua etichetta verde evidenziatore spiccava dietro confezioni di latte e succhi di frutta, un'apparizione trionfale, dai tratti luciferini e al tempo stesso messianici.

Preparata una spaghettata di accompagnamento, la cui funzione ufficiale di pasto a metà tra la colazione ed il pranzo serviva solo a coprire il vero scopo di glorificazione della birra, ho potuto riscoprire questo classico delle Pale Ale d'oltre oceano, una birra che dalla sua comparsa nel 1980 ad opera del birrificio Sierra Nevada, ha portato a casa diversi riconoscimenti negli anni '90, ma cosa più importante, ha insegnato a generazioni di americani cosa sia una Pale Ale.

 D'aspetto è molto caratteristica anche se non invitantissima, sopratutto dopo che negli ultimi anni siamo stati abituati ad ottime birre pallide dalla schiuma possente ed il colore paglierino torbido: la Sierra Nevada è quasi arancione e decisamente limpida, con una schiuma bianchissima e cremosa di cui si può decantare la fuggevolezza, dato che dopo pochi secondi è già sparita. Voto visivo: 7/10
  Al naso ha note maltate ed erbose che, se esistesse un profumo da poter pubblicizzare come "virile", avrebbe lo stesso aroma: grani, pino, un po' di ginepro e luppoli a go go, il tutto però senza inondarti o stordirti, ma con una certa pacatezza. Voto olfattivo 6/10
 Il sapore credo sia il punto forte, perché non sarà certo un prodottone dal carattere particolare ed inaspettato, ma può insegnare a chiunque, come si diceva prima, cosa sia una Pale Ale: una birra dissetante, con un gusto che non tradisce l'aroma (malti e luppoli), nulla di complesso se non una rinfrescata sorsata di malti accesi e subito dopo spenti dagli stessi luppoli che ne donano l'amaro intenso e, piacevolmente, asciugano la bevuta senza  nessuna goffa persistenza gustativa. Voto gustativo: 7/10

Se non amate il genere potete provare a partire da qui e valutare se continuare: è un'ottima birra per avvicinarsi alle Pale Ale, ma mi raccomando, il rabbocchino!


Voto finale: 7/10